Pacinotti Luigi

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(Pistoia, 4 marzo 1807 – Pisa, 24 novembre 1889), docente di Fisica sperimentale.

Biografia: 

Il giorno 24 novembre del 1889 un’altra tomba si schiuse per accogliere i resti mortali del prof. Luigi Pacinotti, d’uno fra i venerandi e venerati uomini che ebbi a maestri nei miei studi universitarii, e che in appresso volle onorarmi del lusinghiero nome di collega, quantunque io mi considerassi sempre come suo discepolo ossequentissimo.

Come per tante fortunate circostanze che più da vicino mi fecero conoscere le virtù ed i meriti del prof. Luigi Pacinotti, e quale suo collega nella facoltà di scienze e nella scuola agraria, fu dato a me di esprimere a nome di quella facoltà e di quella scuola il cordoglio profondo dei colleghi, non che quello degli amici e dei concittadini dell’estinto, nel momento in cui si resero gli ultimi onori alla salma di lui, così oggi mi si offre l’occasione di consacrare poche parole alla sua memoria e di ripetere quei sentimenti ancora una volta.

Il prof. Pacinotti, che giunse alla invidiabile età di 82 anni, si era ritirato dall’insegnamento fino dal 1882, cedendo solo alla necessità del tempo; ma il suo spirito, la sua scienza, la memoria del suo insegnamento sono ancora presenti in quanti ebbero la fortuna di udire dalla sua viva voce la esposizione delle dottrine che insegnò, e sono sempre vivi in coloro che, venuti più tardi, ebbero agio e bisogno di consultare i suoi scritti.

Luigi Pacinotti nacque in Pistoia da agiata e civile famiglia il 4 marzo 1807. A diciassette anni, dopo compiuti i primi studi nel Liceo Forteguerri della sua città natale, venne in questa Università, dove per compiacere ai desideri della famiglia incominciò per dedicarsi agli studi legali - Ma seguendo l’inclinazione sortita dalla natura predilesse lo studio delle matematiche, ed in queste scienze conseguì la laurea nell’anno 1828.

Laureato appena, vinse il concorso per la cattedra di matematica dello stesso Liceo Forteguerri di Pistoia, che lasciò nel 1831 per cuoprire quella di fisica sperimentale in questo nostro Ateneo, chiamatovi in seguito alla bella prova data da lui a Pistoia.

Nelle sue lezioni alla discussione scientifica, che conduceva secondo i metodi della scuola del sommo Galileo, unì sempre delle accurate esperienze, che seppe rendere complete e concludenti malgrado la deficienza dei mezzi, che a quei tempi era davvero da lamentarsi -Portò tutte le sue cure nell’ampliare ed arricchire il gabinetto di fisica, il quale nel 1840 poté essere tanto apprezzato dagli scienziati italiani, i quali lo visitarono nell’occasione di quel rinomato congresso, che segnò un’epoca memoranda nel movimento del pensiero politico degli italiani. In quel congresso il prof. Pacinotti ebbe attestati di alta stima e fu designato a Segretario della sezione delle scienze fisiche e matematiche.

Dopo il riordinamento del corpo degli ingegneri civili ed architetti, decretato dal Governo granducale nel 1839, per consiglio dell’illustre statista, Gaetano Giorgini,in seguito al nuovo ordinamento dato agli studi da farsi da coloro che volevano conseguire il titolo d’ingegnere civile e d’architetto, ed esercitare la professione in servigio dello Stato e delle Comunità in Toscana, fu ampliato nella nostra Università il corso di matematica necessario a seguirsi per ottenere la laurea in questa scienza, specialmente nella parte applicativa, e furono quindi aggiunte alcune cattedre, come quella di Geometria descrittiva, quella di Architettura civile e d’Idraulica e quella di Fisica tecnologica e Meccanica sperimentale.

Quest’ultima fu affidata al Pacinotti nel 1841, ed egli con nuova lena si pose a comporre un corso tale che riuscisse il più proficuo allo scopo pel quale era stato istituito quell’insegnamento. Egli si adoperò instancabilmente per montare un apposito gabinetto, e, pur lottando con la scarsezza dei mezzi, poté insegnare ai giovani alunni i metodi da seguirsi nella ricerca dei coefficienti necessari per l’uso dei materiali nelle costruzioni, e per la dimostrazione delle teorie e delle proprietà delle macchine. Servendosi dell’aiuto di assistenti, che egli sceglieva sempre fra i migliori che erano stati suoi scolari, poté anche raccogliere ed assicurare con bene intese esperienze i dati numerici da usarsi nella pratica della professione.

Pubblicò il suo corso di Fisica tecnologica e Meccanica sperimentale, dividendolo in quattro volumi o parti, comprendendo nella prima le teoriche fondamentali della fisica, nella seconda la meccanica sperimentale, nella terza, l’idraulica e nella quarta la pneumatologia.

Fu questa l’opera maggiore da lui lasciata, la quale, come dissi, è tuttora consultata dagli esercenti, in specie da coloro che furono suoi alunni. Altri scritti egli dette alla luce in varie epoche, dei quali una parte si trova raccolta nel periodico scientifico il Nuovo Cimento, di cui il Pacinotti fu uno dei collaboratori mentre altri furono pubblicati in opuscoli separati - Di questi non faccio menzione separatamente per non dilungarmi di troppo, non trascurando però di darne la nota.

Al Pacinotti non mancarono le onorificenze, sebbene da lui non fossero né ambite né cercate, essendogli state assegnate per i suoi meriti di scienziato e di valoroso insegnante - Fu membro di varie accademie; fu insignito di una Commenda di Santo Stefano nel 1857; fu nominato Cavaliere dell’Ordine equestre dei Santi Maurizio e Lazzaro nel 1860, ed ufficiale di quello della Corona d’Italia nel 1876.

Anche di cose di pubblica amministrazione dovette occuparsi; e per quattro anni, dal 1862 al 1866, sostenne l’ufficio di Sindaco del Comune di Porta S. Marco presso Pistoia. Nella sua città natale fu stimato ed amato da tutti, non meno che in Pisa, come ne fecero testimonianza le dimostrazioni di cordoglio, colle quali tanto dalle Autorità di Pistoia quanto dai cittadini fu accolta la notizia della sua morte.

Il prof. Pacinotti fu dei pochi fra gli insegnanti che giungono a compiere il cinquantesimo anno d’insegnamento, e fu nel 1877 che i colleghi e gli amici, sebbene in forma privata, ma non con minore effusione dell’animo loro, vollero festeggiato il lieto avvenimento.

Amante della vera libertà e caldo patriotta, il Pacinotti offrì anch’esso il suo braccio alla patria, e nel 1848, lasciando la moglie, sua compagna adorata, e la già numerosa famiglia, corse sui campi lombardi come capitano del battaglione universitario, prendendo parte alla battaglia di Curtatone: esponendo così la vita pel conseguimento della indipendenza dallo straniero, senza la quale era vano sperare un regime libero e consentaneo ai tempi.

Il pensiero e l’amore della famiglia fu pel Pacinotti una religione, e quali fossero le cure da lui usate nella educazione della medesima, ne abbiamo le prove nel vedere i suoi figli destinati ad alti uffici nella società, e fatti segno alla stima ed all’affetto di quanti li conoscono.

La sua costituzione fisica se fu sana non fu la più robusta; ma la regolarità di vita, i costumi illibati, la tranquillità d’animo e di coscienza che sempre lo accompagnarono, fecero prolungare la sua esistenza fino alla longività, mantenendolo per un tempo maggiore all’affetto della famiglia, degli amici e degli ammiratori.

Ecco la nota delle pubblicazioni del prof. Luigi Pacinotti

1. Proprietà delle Sezioni coniche, esposte sinteticamente.

2. Esperienze sulle correnti elettro fisiologiche negli animali a sangue caldo, eseguite in collaborazione con il prof. F. Puccinotti.

3. Nota sulle osservazioni meteorologiche.

4. Studi esperimentali sopra i fenomeni del Moser in collaborazione con i sigg. R. Ruschi e L. Ridolfi.

5: Sul freddo prodotto dalle correnti elettriche nei metalli.

6. Sopra una pila magneto-elettrica.

7. Sopra le calamite ruotanti.

8. Esperienze sull’azione del circuito nella intensità della corrente elettrica.

9. Ricerche sulla portata degli orifizi e sulla contrazione delle vene fluide.

10. Esperienze sulla resistenza elastica dei legni.

11. Esperienze sull’attrito di seconda specie.

12. Esperienze sulla velocità delle molecole in vicinanza del foro d’efflusso.

13. Ricerche sperimentali sulla resistenza viva dei legni.

14. Esperienze sulla mollezza dei legni.

15. Sull’estrazione dei fattori, e sul calcolo dei fattorali.

16. Uso dei fattorali nella risoluzione delle equazioni.

17. Sopra un sistema di colmate lente e generali per la pianura pisana.

18. Sopra il progetto di abbreviamento del corso del Serchio.

19. Esperienze sulla silicizzazione dei materiali da costruzione.

20. Sopra le più recenti piene del fiume Arno, in collaborazione con M. Brighenti.

21. Esperienze sulla resistenza rispettiva elastica dei solidi.

22. Intorno alla convenienza dell’uso di macchine idrovore alla foce del Fiume Morto.

23. Sopra i diversivi sfioratori da usarsi nell’Arno.

24. Corso di Fisica tecnologica, e di Meccanica sperimentale.

Angiolo Nardi-Dei

Da: Annuario della R. Università di Pisa per l’anno accademico 1890-1891

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