Gestri Lorenzo

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(Piazza al Serchio, 11 dicembre 1943 – Pisa, 2 aprile 2002), docente di Storia del movimento operaio.

Gestri Lorenzo - gestri

Biografia: 

Non è semplice racchiudere in una nota bio-bibliografica l’intensità, la ricchezza e la coerenza di una vita dedicata allo studio e all’impegno politico e civile, ed è ancora più difficile se non è ancora sopito il disagio per la perdita dell’amico carissimo. Gestri aveva iniziato la sua carriera di studioso orientandosi verso la storia del movimento operaio e socialista nel periodo della Seconda Internazionale quasi per caso, forse più per una curiosità dettata dalla necessità politica di approfondire la conoscenza della storia delle radici di quel partito che lo vedeva militante convinto e determinato. Ma il militante, come lui stesso amava raccontare, ben presto si scoprì storico. In modo particolare la sua attenzione venne catturata dalla storia della Camera del Lavoro della sua Carrara e dal suggestivo e ricchissimo mondo dei cavatori e lo portò ad avventurarsi nei meandri dell’originale esperienza anarchica di quelle zone. Fin dalla sua prima corposa opera, il noto saggio su Capitalismo e classe operaia in provincia di Massa e Carrara dall’unità d’Italia all’età giolittiana (Firenze, Olskchi, 1976), Gestri si inserì a pieno titolo in quel filone storiografico che andava formandosi in Italia, che, partendo da una minuziosa ricostruzione dal basso delle vicende della classe operaia, puntava ad una lettura a tutto tondo della storia delle classi subalterne. L’oggetto dell’analisi non era più solo la storia istituzionale delle organizzazioni ufficiali del movimento operaio, ma la concreta realtà operaia, a partire dalle condizioni di vita e di lavoro del proletariato locale.

La storia del movimento operaio a Carrara è poi rimasta una sorta di stella polare nel percorso degli studi di Gestri, cui è tornato più volte per approfondire fatti e figure del socialismo e del sindacalismo locale. Un interesse storiografico forte che sfociò anche nel progetto di costituzione dell’Istituto di Ricerche e Studi Storici Apuo-Lunense promosso insieme ad Antonio Bernieri. L’Istituto, tuttavia, ebbe una vita breve e travagliata pur riuscendo a promuovere alcuni appuntamenti di dibattito storiografico. Ma interventi e saggi sul mondo subalterno di Carrara hanno costellato costantemente la fatica di storico di Gestri; tra gli altri ricordiamo un suo saggio bibliografico uscito nel 1982 nei «Quaderni del Circolo Rosselli» dal titolo Il movimento operaio e socialista nella “Regione” apuo-versiliese (1871-1922). Bilancio storiografico ed appunti di ricerca. Anche negli ultimi anni, in occasione della presentazione di un nuovo volume collettaneo Novecento. Storia fotografica dei lavoratori apuani (Carrara, 2002), Gestri è tornato sulle tracce dei primi studi manifestando una continuità di interessi, coerente e produttiva. L’accurato lavoro di scavo e la puntigliosa precisione filologica nella minuziosa ricostruzione di una realtà locale complessa quale quella carrarese sono dunque tratti distintivi dell’opera storica di Gestri (da segnalare anche i diversi profili biografici di militanti operai, tra i quali Alberto Meschi, stesi da Gestri per il Dizionario Biografico del Movimento Operaio Italiano 1853-1943, curato da F. Adreucci e T. Detti, Roma, 1975-1979). Ma occorre subito dire che a questa capacità di scavo Gestri affiancava una profonda e raffinata conoscenza del quadro nazionale e mondiale del movimento operaio e socialista della Seconda Internazionale; fin dal 1976 aveva ad esempio pubblicato sulla rivista «Ricerche Storiche» un saggio dedicato al sindacalismo d’azione diretta Agosto 1913: L’Unione Sindacale Italiana e lo sciopero generale. Anche nell’ambito di questo filone la sua attenzione è rivolta a quei militanti “irregolari” che avevano fatto la fortuna del sindacalismo rivoluzionario come Filippo Corridoni e Alceste De Ambris. Proprio nel 1977 pubblica in «Cronaca e storia di Val di Magra» Note bibliografiche, appunti provvisori, un testo e un documento per servire ad una biografia di Alceste De Ambris.

La sua curiosità di ricercatore, che egli ha sempre coltivato senza per altro mai rinunciare ad un impegno civile, anche se caratterizzato da rapporti non sempre facili con il mondo politico istituzionale, lo aveva dunque spinto ad orientare i suoi interessi verso le tradizioni eretiche del movimento operaio e in particolare dei suoi filoni anarchico, anarco-sindacalista e socialista rivoluzionario. Sarà questa passione a portare Gestri a dedicare negli ultimi due decenni della sua vita tutto il suo impegno nel progetto dell’archivio e del centro di documentazione di storia sociale e contemporanea della Biblioteca Franco Serantini. Non c’è stata iniziativa della biblioteca che non abbia visto in Gestri l’interlocutore naturale, attento, sempre pronto a offrire un consiglio per migliorare il nostro lavoro. Una presenza in controtendenza per chi proveniva dal mondo accademico, che dimostrava l’assoluta assenza di pregiudizi nei confronti di un’iniziativa nata dal basso fuori dalle “istituzioni”, ma che si muoveva in quell’universo affascinante della storia dei “vinti” e degli “irreducibili” che sempre ha attirato la curiosità storica e la passione civile di Gestri. E così, anche quando è nata nel 1994 la «Rivista storica dell’anarchismo», Gestri non ha fatto mancare il proprio appoggio entusiastico e sempre di alto profilo scientifico.

Chi ha seguito i suoi corsi e i seminari tenuti all’università ricorda la sua capacità di proporre da sfaccettature diverse e da punti di vista sempre nuovi la ricostruzione del mondo delle classi subalterne. E si può forse dire che la stessa attività di ricerca, via via che egli si addentra in quel mondo sovversivo sforzandosi di riportarlo alla luce, si va articolando fino a diventare negli anni analisi approfondita, raffinata, acuta, icastica, esemplare. Negli anni ’90 studia altre importanti realtà locali scrivendo tra gli altri alcuni saggi su La Spezia e soprattutto su Pisa; suo è infatti un importante lavoro su Origini e primo sviluppo dell’industria a Pisa e provincia (1813-1914), pubblicato nel 1993 nel volume Immagini di una provincia. Economia, società e vita quotidiana nel pisano tra l’Ottocento e il Novecento.

Ma oltre alla realtà lavorativa e organizzativa dei diversi nuclei di classe operaia, Gestri presta attenzione anche agli aspetti più propriamente culturali di quel mondo, inserendosi in quel filone che si sta affermando in alcuni settori della storiografia internazionale della storia sociale e del movimento operaio. In questi anni vedono la luce scritti su elementi legati al mito e all’identità culturale del mondo subalterno, come il saggio “Ecco ora la nostra bandiera!” (barricata della Chanvrerie, giugno 1832). Considerazioni preliminari ad una ricerca sui vessilli operai, pubblicato nel volume miscellaneo Ricerche di storia moderna IV in onore di Mario Mirri (Pisa, 1995). Già nel 1978 in occasione di un convegno sullo Sciopero agrario di Parma del 1908 per altro Gestri si era occupato di letteratura, analizzando alcuni romanzi “minori” nei quali il tema dello sciopero era presente in modo significativo. E, più di recente, aveva composto un saggio molto stimolante sulla figura di Lorenzo Viani, il grande pittore viareggino: L’infanzia dell’Eroe: Viani e il territorio apuo-versiliese tra la fine dell’800 e la Grande guerra, steso nella sua prima versione per il convegno di studi per il Centenario della nascita del pittore-militante viareggino e pubblicato sulla «Rivista storica dell’anarchismo» (n. 2, 1996).

Il microcosmo sovversivo emerge dunque anche nella sua realtà quotidiana, certo la più difficile da portare alla luce, là dove le fonti spesso non lasciano intravedere che piccoli segni apparentemente marginali, che poi, grazie all’intelligenza dello storico assurgono ad indizi precisi che possono essere utilizzati per tratteggiare una precipua realtà storica. E così, per ricostruire la fitta rete di rapporti tra circoli, associazioni e gruppi sovversivi e la vita quotidiana dei militanti, Gestri si sofferma sulle feste, le celebrazioni, la cultura anticlericale, le manifestazioni musicali e le cerimonie funebri, come nel caso dell’ultima fatica dedicata alla storia della cremazione a Pisa (Le ceneri di Pisa. Storia della cremazione. L’associazionismo laico nelle lotte per l’igiene e la sanità (1882-1939), Pisa, Nistri-Lischi, 2002). In quest’ottica si spiega la passione certosina con cui Gestri esaminava e confrontava anche i segnali più fievoli del mondo subalterno, come la piccola posta dei giornali operai, dove il contributo di solidarietà (quanti annunci di “invio di una lira come avanzo bicchierata” nella stampa sovversiva dell’epoca) spessa celava rapporti concreti di comune militanza e di un comune sentire.

Ed in questo senso Le ceneri di Pisa, appunto l’ultimo volume pubblicato da Gestri, può considerarsi davvero una sorta di manifesto emblematico del modo di fare storia di Gestri. Dall’analisi di un problema specifico, quale la cremazione, e in questo caso in una particolare realtà locale, il libro di Gestri fa emergere la Pisa dell’“utopia igenista” dei ceti dirigenti democratici progressisti e quella sotterranea, proletaria, plebea e socialista dell’epoca. Ciò che può far pensare, a un’occhiata  superficiale e distratta, a una microstoria localistica, assurge invece a potente e ricchissima  rappresentazione di un’epoca e di un mondo culturale vivamente tratteggiati.

Così acquista una sua precisa ragion d’essere la citazione di Michelet che Gestri ricorda nella prefazione del suo libro: “La storia accoglie e rinnova queste glorie diseredate: essa dà la vita a questi morti, li risuscita. La sua giustizia associa così coloro che non hanno vissuto nella stessa epoca, offre riparazione ai molti che non sono apparsi se non per un momento, per poi tornare a scomparire. Essi ora vivono con noi, che ci sentiamo loro parenti, loro amici. Si forma così una famiglia, una città comune tra i vivi ed i morti”.

1943-1950

Lorenzo Gestri nasce l’11 dicembre 1943 a Piazza al Serchio (Lucca) da Leo (n. a Piombino il 6 ottobre 1913, m. a Carrara il 24 settembre 1995) e Ornella Begani (n. a Catanzaro il 26 ottobre 1915, m. a Carrara il 16 dicembre 1980) entrambi insegnanti. La famiglia, originaria di Piombino, è di estrazione benestante; il padre consegue la laurea a Firenze con Pasquali discutendo una tesi su Terenzio mentre la madre si laurea con Luigi Russo. Durante la guerra il padre, di sentimenti antifascisti, si avvicina al Partito d’azione e con la famiglia sfolla a Piazza al Serchio per sfuggire ai bombardamenti, rientrando a Carrara nel dopoguerra. Per motivi di lavoro, nel 1948 la famiglia si trasferisce a Parigi dove risiederà per circa cinque anni. Il padre insegna negli anni Sessanta e Settanta al Liceo classico di Carrara e successivamente diventa preside in quello di Sarzana. Anche la madre ricopre l’incarico di preside della scuola media inferiore “Fratelli Rosselli” a Carrara.

1956-1961

Leo Gestri viene eletto primo sindaco socialista di Carrara, carica che mantiene per quasi due legislature dal 20 luglio 1956 al 17 dicembre 1961. Lorenzo frequenta il liceo classico e fin dai primi anni del ginnasio si avvicina al gruppo dei giovani socialisti, dividendo la passione per la politica con quella per lo sport.

1961

G. aderisce al Partito Socialista Italiano unendosi alla corrente “autonomista” del segretario Pietro Nenni.

1962

Si iscrive al corso di laurea in Lettere moderne dell’Università di Pisa.

1964

Viene eletto nel Comitato direttivo provinciale del psi di Massa e Carrara, incarico che ricopre fino al 1976.

1968

Entra a far parte del Comitato centrale della Federazione Giovanile Socialista Italiana.

1969

Nel giugno si laurea con Mario Mirri discutendo una tesi su Il movimento operaio e socialista nella provincia di Massa-Carrara dal 1895 al 1905, anno accademico 1968-69, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Pisa.

Si sposa con Nada Poggianti.

Nell’ottobre insegna per qualche tempo alla scuola media Bertagnini e al liceo scientifico “Fermi” di Massa.

1970

Ottiene una borsa di studio biennale – poi riconfermatagli per altri due anni – presso l’Istituto di Storia Medioevale, Moderna e Contemporanea della facoltà di Lettere dell’Università di Pisa.

Viene eletto nel Comitato esecutivo provinciale del psi, incarico che svolge fino al 1973.

Nasce il figlio Luca

1971

Esce il saggio Dieci lettere inedite di Cipriani, Malatesta e Merlino, «Movimento Operaio e socialista», n. 4, ott.-dic. 1971, pp. 309-330.

1972

Nasce la figlia Anna.

Continua la sua attività politica nell’area autonomista del psi seguendo la tendenza riformista vicina a Pietro Mancini e ricoprendo l’incarico di responsabile della vice segreteria regionale fino al 1974. Viene candidato per le elezioni alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche del 7 maggio, e pur non riuscendo eletto riscuote un discreto successo raccogliendo  1336 voti a Carrara dove risulta il più votato nella lista socialista.

Durante l’anno conosce e si lega con un forte vincolo di amicizia al professore Giorgio Candeloro che si è trasferito a Pisa dopo aver conseguito la Cattedra di Storia del Risorgimento. Come G. stesso ricorderà più tardi in occasione della commemorazione dello studioso e dell’amico, il 6 febbraio 1989, l’incontro tra il giovane ed incerto studioso e l’anziano professore “doveva segnare […] l’inizio d’una esperienza culturale ed umana per tanti versi eccezionale. Culturale, perché ogni scambio di idee e di parole, con Candeloro, arricchiva l’interlocutore, che finiva affascinato, ad ascoltarlo in silenzio. Le stesse sue lezioni, in cui la padronanza della materia si evidenziava nella estrema chiarezza espositiva, non affaticavano l’uditorio, per quanto composto da studenti talora al i e al ii anno di corso. Anche nell’ultimo Seminario, che Candeloro, ormai professore emerito, ebbe a svolgere nel nostro Ateneo, potei osservare la grande attenzione con cui un pubblico, formato per lo più da studenti, seguì per circa due ore le sue parole, per poi sciogliersi nel caldo applauso finale. Grande chiarezza espositiva, [talora] colorata da un’arguta e divertita ironia, dal guizzo sorridente dello sguardo, che repentino abbandonava il soffitto su cui aveva a lungo indugiato, per fissare – tra l’uditorio – una fisionomia a lui nota, tutte espressioni e atteggiamenti che non rilevavano mai la stanchezza, la fatica cui pure si sottoponeva e che riemergeva magari a lezione ultimata, mentre lo riaccompagnavo al suo studio” (Da un manoscritto in ricordo di G. Candeloro, in Archivio privato famiglia Gestri).

1974

Diventa assistente ordinario presso l’università di Pisa sulla base di un concorso sostenuto nel 1970. Come ricorda lo stesso G. l’attività svolta nei primi anni di collaborazione presso l’università muoveva dall’interesse per “la storia del movimento operaio italiano nell’età della Prima e Seconda Internazionale, fin dagli inizi son venuto dedicando il mio impegno didattico e scientifico alle relative problematiche. Ne sono derivate specifiche esercitazioni per gli studenti che frequentavano l’Istituto, collegate in un primo tempo all’insegnamento della Storia Contemporanea, e quindi a quello di Storia del Risorgimento, alla cui cattedra si avvicendavano in quegli anni docenti come Franco Della Peruta e Giorgio Candeloro. Esercitazioni che ho continuato a svolgere, sotto forma di gruppo di studio con autonomo programma d’esame, una volta inquadrato come assistente di ruolo alla cattedra di Storia del Risorgimento” (L. Gestri, Curriculum dell’attività didattica e scientifica, Pisa, 9 marzo 1981).

28-30 giugno 1974. È presente al convegno Il sindacalismo rivoluzionario in Italia nel periodo della Seconda Internazionale organizzato dal Centro Piombinese di Studi Storici. Nell’occasione incontra molti studiosi, tra i quali M. Antonioli, U. Sereni, A. Riosa, G. Procacci, A. Roveri, con i quali intratterrà negli anni seguenti un fitto epistolario. Intorno alla metà degli anni Settanta ha l’opportunità di stringere amicizie intense con studiosi come Maurizio Degl’Innocenti, dell’Istituto Socialista di Studi Storici (oggi Fondazione F. Turati) e Giulivo Ricci, del Centro Aullese di Ricerche e di Studi Lunigianesi

1975

Inizia a collaborare al progetto del Dizionario del Movimento operaio italiano curato da Franco Andreucci e Tommaso Detti; per le voci da lui realizzate cfr. supra p. xxxiv.

Pubblica lo studio Biografie di militanti socialisti di Val di Magra redatte dalle autorità politiche, «Cronaca e storia di Val di Magra», a cura del Centro aullese di ricerche e di studi lunigianesi, iv, 1975, pp. 175-216.

1976

Nel maggio, con la prefazione di Candeloro, esce per i tipi della Olschki nella collana “Biblioteca di storia Toscana moderna e contemporanea. Studi e documenti”, il saggio Capitalismo e classe operaia in provincia di Massa e Carrara dall’unità d’Italia all’età giolittiana, pp. 371:

Cap. I: Lo sviluppo economico nel primo cinquantennio unitario; Cap. II: La Prima internazionale e il movimento anarchico; Cap. III: Nascita e primo sviluppo del Partito socialista; Cap. IV: Sindacalismo riformista e anarco-sindacalismo; Conclusione.

Esce su «Ricerche Storiche» (n. 1 1976, pp. 3-80) il saggio Agosto 1913: L’Unione Sindacale Italiana e lo sciopero generale.

Tiene il corso monografico per l’anno accademico 1976-77 su Alle origini del movimento sindacale italiano: Camere del lavoro e Federazioni di mestiere (1891-1904).

Durante i successivi tre anni, accanto al normale corso monografico G. sviluppa un’intensa attività seminariale dedicata ai seguenti temi: Le origini delle Camere del lavoro: il caso toscano; Il dibattito sul ruolo del sindacato: le elaborazioni dei ‘teorici’ del sindacalismo rivoluzionario (A. Labriola, E. Leone, A.O. Olivetti); Gruppi dirigenti, strutture e funzionamento delle Camere del lavoro e delle federazioni di mestiere.

1977

Si trasferisce con la famiglia a Pisa.

Nel corso dell’anno escono tre importanti contributi: Camera del Lavoro [di Carrara]. 75° della fondazione. 1901-1976. Documenti e immagini, Massa-Carrara, 1977; I Fasci siciliani, «Movimento operaio e socialista», n. 4, ott.-dic. 1977, pp. 506-521; Note bibliografiche, appunti provvisori, un testo e un documento per servire ad una biografia di Alceste De Ambris, «Cronaca e storia di Val di Magra», a cura del Centro aullese di ricerche e di studi lunigianesi, vi, 1977, pp. 181-232.

Fonda insieme ad Antonio Bernieri l’Istituto di Ricerche e Studi Storici Apuo-Lunense che ha sede a Carrara. L’Istituto ha lo scopo “di promuovere e favorire gli studi storici relativi al processo di crescita delle forze politiche economiche e culturali, con particolare riferimento a quello delle popolazioni dei comprensori lunigianesi e apuo versiliesi”.

2-5 giugno è presente ai lavori del convegno di studi su Il sindacalismo rivoluzionario nella storia del movimento operaio internazionale organizzato dall’Istituto di Storia Contemporanea del Movimento Operaio e Contadino di Ferrara. All’incontro partecipano alcuni dei più noti studiosi e ricercatori di diversi paesi europei, specialisti nel campo degli studi delle prime esperienze del sindacalismo d’azione diretta, tra i quali si ricordano G. Haupt, A. Elorza, J. Julliard, A. Lehning, A. Dadà, B. Cartosio, M. Antonioli, P. Favilli, A. Souchy, P.C. Masini, M. Vuilleumier, M. Malatesta. Gli atti del convegno vengono pubblicati sul n. 1, xi, gen.-apr. 1981 di «Ricerche storiche». Con un articolo intitolato Sindacalismo alla sbarra, pubblicato dal quindicinale «L’Astrolabio» del 14 settembre 1977, G. traccia un consuntivo del convegno evidenziandone limiti e pregi.

Il 24 settembre, presso la sala consiliare del Palazzo Comunale di Aulla, Tommaso Detti e Giovanni Isola presentano il volume di G. Capitalismo e classe operaia in provincia di Massa Carrara.

Tiene il corso monografico per l’anno accademico 1977-78 su Il movimento sindacale italiano dalla costituzione della cgil alla guerra di Libia. Inoltre svolge un incarico annuale di Storia del Risorgimento affidatogli dalla Facoltà di Lettere e Filosofia.

1978

Il 24 marzo partecipa a Carrara alla tavola rotonda organizzata dall’Istituto di Ricerche e Studi Storici Apuo-Lunense dal titolo Sindacalismo rivoluzionario. Quale approccio storiografico?. Intervengono M. Antonioli, A. Bernieri, G. Ricci, A. Riosa e A. Roveri. Gli atti dell’incontro vengono pubblicati a cura di M. Bertozzi a Pisa dalle edizioni Pacini nel 1980.

Partecipa al congresso nazionale del psi che si svolge a Torino dal 28 marzo al 2 aprile. Nel congresso si afferma la posizione del segretario  del Partito Bettino Craxi incentrata sulla strategia diretta alla creazione di un’alternativa socialista, come linea politica di fondo del Partito, con una convergenza di forze riformatrici, di ispirazione diversa, laiche e cattoliche, ugualmente impegnate a far avanzare, attraverso le riforme, una prospettiva socialista di tipo occidentale ed europeo. G. esprime perplessità e dubbi sul “nuovo corso” del psi imputando a Craxi e alla nuova direzione di aver “annacquato” l’anima del psi con una “modernizzazione” che stava snaturando la funzione sociale del Partito premiando gli aspetti di “partito d’opinione” e di “agenzia elettorale” e stravolgendo anche gli stessi propositi espressi nel congresso di Torino.

È tra i relatori del convegno di studi su Lo sciopero agrario del 1908, un problema storico che si svolge a Parma il 1° e 2 dicembre 1978 organizzato dal Comune. Sono presenti U. Sereni, G. Reggiani, R. Salvadori, G.B. Furiozzi, M. Antonioli, I. Biagianti, G. Paletta, I. Barbadoro, A. Riosa e R. Finzi, G. Barbalace, S. Sechi, R. Zangheri, R. Scheda. La relazione di G. dal titolo Scioperi agrari e letteratura nell’età giolittiana (Virgilio Brocchi, Luigi Campolonghi, Pietro Belli), Lo sciopero agrario del 1908, un problema storico, pp. 213-262, viene pubblicata nel volume degli atti a cura del Comune di Parma nel 1984.

Tiene il corso monografico per l’anno accademico 1978-79 su Sindacati e lotte sociali al tramonto dell’età giolittiana (1911-1914). Nella presentazione del corso pubblicata nel Programma di esami (Pisa, feb. 1979) si sottolinea che il corso sarà dedicato “alle esperienze compiute dal movimento sindacale italiano negli anni 1911-1914. Anni di svolta, che segnano il tramonto dell’età giolittiana, che registrano una robusta ripresa delle lotte operaie, l’enuclearsi di nuove ‘centrali’ sindacali quali l’usi, estranee, anzi ostili al sistema giolittiano, mentre nel contempo la strategia della cgdl incontra le prime sconfitte, anche ad opera di una controparte che rafforza le proprie organizzazioni (i ‘Consorzi’ padronali) e che si muove secondo una logica di rifiuto della tradizionale mediazione giolittiana. Il nuovo corso delle lotte sociali riflette del resto le profonde modificazioni intervenute nella composizione della classe operaia a seguito dei processi di ristrutturazione posti in atto dal sistema come risposta alla crisi economica apertasi nel 1907. Periodo quindi ricco di fermenti, contrassegnato dall’insorgenza della protesta operaia, e dal ravvivarsi dei contrasti di strategia e di metodo all’interno del movimento sindacale. L’analisi di queste esperienze sarà riproposta, come già si è fatto l’anno passato, sia prendendo in esame il quadro complessivo del movimento sindacale italiano, sia mediante più puntuali verifiche in precise realtà-campione, anche per poter meglio comprendere il nesso tra istituti sindacale e ‘movimento reale’”. Tra i saggi nel programma di esame figurano A. Pepe, Storia della cgdl dalla guerra di Libia all’intervento (1911-1914), Bari, 1971; M. Antonioli, Sindacalismo rivoluzionario italiano e modelli organizzativi: dal progetto industrialista di F. Corridoni ai sindacati nazionali d’industria (1911-1914), «Ricerche storiche», n. 1, gen.-giu. 1975; U. Sereni, Da Langhirano a Modena. La costituzione dell’usi, «Movimento operaio e socialista», nn. 3-4, 1975.

Nello stesso periodo esamina il carteggio intercorso tra i sindacalisti rivoluzionari Pietro Belli (alias Libero) e Ottavio Dinale negli anni 1914-’22.

1979

Inizia a studiare le vicende della “Legione garibaldina” che nel dicembre 1914-1915 opera sul fronte delle Argonne, un tema che come lui stesso ricorda “in campo ‘sovversivo’ [ha agitato] non poco il dibattito tra interventisti e neutralisti nei mesi che precedettero l’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra”.

G. “convinto circa l’opportunità di un più articolato approccio alla storia del movimento operaio, facendo ricorso a categorie interpretative tratte da altre scienze sociali nel corso monografico svolto per l’anno 1979-80 ha posto al centro della ricerca, più che le istituzioni, le masse e le loro lotte, analizzandone le diverse forme, sia individuali che collettive – moti, scioperi, furti campestri, lotte in difesa degli usi civici e, in taluni casi, l’emigrazione – cercandone le motivazioni nelle situazioni concrete. Tale analisi, condotta per campioni, e limitata al periodo storico del primo trentennio postunitario, è stata affiancata da un seminario sulle fonti ‘minori’, che in particolare ha riguardato i canti del lavoro e di protesta”.

1980

Esce lo studio Luigi Campolonghi e il “caso Ferrer”: due inediti, «Biblioteca Civica di Massa, Annuario», 1980, pp. 211-228. Lo studio viene presentato insieme al volume il 16 dicembre nella sala conferenze della Biblioteca civica di Massa con la presenza oltre di G. di S. Borgognini Tarli, C. Violante e U. Spadoni.

Viene chiamato dalla cgil regionale a far parte del Comitato scientifico per la storia del sindacato in Toscana. Nello stesso periodo insieme a F. Andreucci, per conto della Regione Toscana, segue il lavoro di schedatura storico-bibliografica dei periodici di parte operaia e socialista per gli anni 1860-1924.

1981

Il 13-14 giugno partecipa a Massa al convegno Francesco Betti e il socialismo apuano con una relazione dal titolo: Formazione e primo sviluppo del movimento operaio e socialista a Massa (1901-1914). Sono presenti con propri contributi G. Arfé, M. Bertozzi, M. Fiori, A. Bernieri, R. Polazzi, P. Corchia e A. Panesi. La ricca e approfondita relazione di G. viene inserita negli atti del convegno (pp. 13-98) completata da un appendice Il movimento operaio a Massa: alcuni dati (pp. [198]-211), che vengono pubblicate a Firenze nel volume collettaneo dalla Vallecchi nel 1985.

Partecipa al convegno La storiografia del movimento operaio e socialista dal 1870 fino all’avvento del Fascismo nella Toscana Nord-Occidentale che si tiene a Lucca nell’ottobre 1981 organizzato dal Centro Studi Classi Subalterne Toscana Nord-Occidentale, un’associazione culturale che fa riferimento all’Istituto Socialista di Studi Storici, con una relazione su Il movimento operaio e socialista nella “Regione” apuoversiliese (1871-1922). Bilancio storiografico ed appunti di ricerca. Gli atti vengono pubblicati a cura di Carla Sodini nei «Quaderni del Circolo Rosselli», n. 5, gen.-mar. 1982. All’iniziativa partecipano: U. Spadoni, E. Piccioni-Lami, A. Marianelli, A. Casali, M. Paoli, C. Paolicchi e G. Spini.

1982

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1982-83 su L’esperienza del sindacalismo d’azione diretta nell’età della II Internazionale: il caso degli usa. Parallelamente al corso si tiene un seminario su La storia operaia e le sue fonti curato da un gruppo di allievi che si è venuto formando attorno all’attività didattica di G. tra i quali si ricordano F. Bertolucci, F. Boldrini, E. Gasperi, A. Marianelli, L. Savelli e L. Spinelli. Il seminario è diviso in cinque parti: 1. Potere delle fonti e fonti del potere: l’atteggiamento dello Stato verso la classe operaia. Inchiesta conoscitiva e strumenti di controllo; 2. Lo Stato tra controllo e repressione; 3. Potere e contropotere; 4. Le voci del quotidiano; 5. Concrete esperienze di ricerca.

1-5 dicembre, partecipa a Viareggio al Convegno nazionale in occasione del centenario della nascita di Lorenzo Viani, organizzato dal Comune di Viareggio, dal titolo “Lorenzo Viani: l’ambiente, l’uomo, l’artista”. Insieme a lui: R. Vivarelli, A. Roveri, R. Pertici, U. Sereni, G. Pampaloni, F. Del Beccaro, C.A. Mastrelli, G. Pitteri, M. Richter, M. Ciccuto, S. Micheli, S. Guarnieri, F. Contorbia, R. Baldassarri, G. Marchetti, D. Marcheschi, C.L. Ragghianti, F. Bellonzi, M. De Micheli, R. Monti, P.C. Santini. La relazione di G., L’esperienza di Lorenzo Viani nel movimento operaio e socialista dei suoi tempi (1900/1915), verrà poi pubblicata con alcune modifiche nel n. 2, lug.-dic. 1996, della «Rivista storica dell’anarchismo».

1983

Diventa professore associato in Storia del movimento operaio e sindacale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, corso in laurea in Storia dell’Università di Pisa.

10 marzo, partecipa con I. Barbadoro e M. Degl’Innocenti alla presentazione del volume di A. Marianelli, Proletariato di fabbrica e organizzazione sindacale in Italia all’inizio del secolo: il caso dei lavoratori del vetro, Milano, Franco Angeli, 1983.

Svolge il ruolo di coordinatore e consulente per l’allestimento della mostra fotografica e documentaria dal titolo Avanti siam ribelli … immagini e documenti del movimento anarchico a Pisa dalla Comune di Parigi all’avvento del fascismo (1871-1925) che si tiene a Pisa a Palazzo Lanfranchi dall’8 al 22 maggio. Al progetto ideato dalla Biblioteca Franco Serantini collaborano F. Bertolucci, F. Boldrini, A. Marianelli, L. Savelli e L. Spinelli. L’8 maggio all’apertura della mostra G. partecipa alla conferenza di presentazione insieme a F. Bertolucci, A. Dadà e A. Marianelli. Il rapporto con la Biblioteca Franco Serantini, costituitasi a Pisa nel 1979 e aperta al pubblico dal gennaio 1982, avviato con questo primo progetto, nasce dalla volontà di creare anche a Pisa un centro di ricerche e raccolta di documentazione sulla storia del movimento libertario e operaio, e si rafforza sempre più negli anni successivi fino agli ultimi giorni della sua vita.

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1983-84 su Milano operaia e socialista (1880-1914).

1985

È tra i principali relatori e animatori al convegno di studi storico-sociologici Vita quotidiana e struttura sociale nel pisano tra l’Ottocento e il Novecento 1880-1921 che si svolge a Pisa al palazzo Ruschi dal 18 al 20 aprile, i cui atti verranno raccolti in Immagini di una provincia. Economia, società e vita quotidiana nel pisano tra l’Ottocento e il Novecento, 2 voll., Tirrena (pi), Ed. del Cerro, 1993. All’appuntamento sono presenti in qualità di relatori: F. Boldrini, E. Catarsi, R. Cerri, G. Conforti, C. Dal Canto, A. Doveri, R. Felicioli, E. Gasperi, A. Marianelli, G. Menichetti, A. Nesti, L. Savelli, M. Scardozzi. L’intervento di L. Gestri riguarda le Origini e primo sviluppo dell’industria a Pisa e provincia (1813-1914).

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1985-86 su La classe, la patria e la guerra: il movimento operaio internazionale a fronte del primo conflitto mondiale (1914-18).

1986

Il 18 gennaio si inaugura, presso la Domus Mazziniana, la mostra documentaria su Associazionismo operaio e volontariato laico in Pisa e provincia: 1860-1900. Il lavoro di ricerca viene coordinato da G. con la collaborazione della Biblioteca Universitaria e dell’Archivio di Stato.

Tra l’aprile e maggio partecipa ad una serie di incontri sul socialismo nella storia della società italiana tra xix e xx secolo organizzati dal Centro “Walter Tobagi” di Pisa. La sua relazione L’esperienza del PSI nell’Italia liberale. Il psi e le sue radici storiche è inclusa nella pubblicazione degli atti del seminario che vengono pubblicati a cura di G. Armillotta dalla Tipografia editrice pisana nel 1987. Agli incontri partecipano: F. Cecchini, G. Cottone, U. Spadoni e V. Spini.

In occasione del 90° anniversario della fondazione della camera del lavoro di Pisa tiene il corso monografico per l’anno accademico 1986-87 su Rivoluzione industriale, mutamento e lotte sociali a Pisa e in Provincia.

1987

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1987-88 su La classe, la patria, la guerra: il movimento operaio internazionale durante il Primo conflitto mondiale.

1988

21 maggio, partecipa al dibattito che si svolge a Pisa al palazzo Lanfranchi per la presentazione del volume di Franco Bertolucci, Anarchismo e lotte sociali a Pisa. Dall’Internazionale alla Camera del lavoro 1871-1901, pubblicato dalla Biblioteca Franco Serantini.

1-2 ottobre, partecipa in qualità di relatore al convegno di studi Movimento socialista in Lunigiana tra la fine dell’Ottocento e il Novecento organizzato dalla Comunità Montana, dai Comuni di Pontremoli e di Tresana e dalla Provincia di Massa e Carrara con il patrocinio della Regione Toscana, dell’Istituto Socialista di Studi Storici di Firenze e dell’Istituto Gramsci Toscano. Sono presenti tra i relatori, V. Spini, F. Andreucci, G. Armanini, F. Conti, A. Bernieri, M. Degli Innocenti, O. Pigliese, M. Bertozzi, F. Baroni, G. Benelli, F. Evangelisti, U. Sereni, E. Vial, M. Giuffredi, M. Minardi, P. Boero, A. Angella, G. Ricci, D. Manfredi, N. Michelotti, F. Guastalli e A. Landi.

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1988-89 su Industrializzazione e mutamento sociale: la formazione della classe operaia in Inghilterra.

1990

Durante l’anno, ottenuto il congedo dall’insegnamento, si impegna alla stesura definitiva del saggio storico sull’economia pisana tra Otto e Novecento poi pubblicato nel 1993. Si appassiona alla vita del pubblicista Pietro Belli, “passato dall’originario sindacalismo rivoluzionario al fascismo” e inizia a condurre ricerche presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, l’Archivio Centrale dello Stato a Roma, la Biblioteca Civica di Trieste e la Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Nel volume collettaneo Movimento socialista in Lunigiana tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, Pontremoli, Comunità Montana della Lunigiana, esce il saggio curato da G., Socialismo e società in Val di Magra tra Ottocento e Novecento, pp. 71-136.

1991

Partecipa al progetto coordinato dal prof. Alceo Riosa dell’Università di Milano su I rituali operai durante il regime fascista e nel secondo dopoguerra curando la parte riguardante la Toscana. In un appunto dedicato a questa ricerca G. ribadisce i suoi interessi storici non solo per l’area regionale ma in particolare per le “tradizioni sovversive”: “Nell’ambito di una ricerca nazionale in margine ai rituali operai nel periodo richiamato l’analisi del caso toscano prospetta un insieme di campionature senz’altro ricca e significativa. Panorama vario e complesso, ove alla caratterizzazione mezzadrile dell’agricoltura peculiare della regione corrispondono nuclei importanti ma non altrettanto omogenei di proletariato industriale (i cavatori delle Apuane, i minatori della Colline Metallifere e del Valdarno, gli addetti ai cantieri navali di Livorno, i siderurgici di Piombino, i tessili di Pisa ecc.). L’area in questione si qualificava nel primo dopoguerra come un punto di forza del movimento operaio e socialista. E se la conquista delle campagne era fenomeno relativamente recente, altrettanto non si può dire per non pochi dei nuclei ‘storici’ di classe operaia. In altre parole, fin dall’epoca della i Internazionale era andata sedimentandosi nella Toscana urbana una ‘cultura sovversiva’, che con l’erompere prepotente in età giolittiana di nuovi soggetti politici e sociali – il psi, i sindacati di mestiere, le Camere del lavoro – venne acquisendo ulteriore spessore e rimodulandosi su precisi significati di classe. La manifestazione rituale aveva ovviamente un posto centrale in questa, come in ogni altra, ‘cultura’ o ‘subcultura’” (Appunto dattiloscritto in Archivio Privato Famiglia Gestri).

24-26 ottobre, è tra i relatori del convegno di studi Le origini del socialismo nell’Italia centrale promosso dalla Fondazione Turati e dalla Provincia di Perugia. Sono presenti alle due giornate G.B. Furiozzi, I. Biagianti, U. Spadoni, G.L. Corradi, M. Ridolfi, F. Bozzi, A. Landuyt, A. Mencarelli, A.M. Isastia, G. Benedettini, D. Cherubini, G. Barbalace, L. Piccioli, O. Bandini, L. Tosi, N. Dantarelli, A. Sardelli, C. Mangio, D. Frosali, G. Gubitosi, F. Bonatti, R. Puletti.

In occasione del centenario della fondazione del psi dedica il corso monografico per l’anno accademico 1991-92 a Genova 1892: la nascita del Partito Socialista Italiano.

1992

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1992-93 su Storia di quattro anni: 1919-1922. Il movimento operaio italiano tra utopia rivoluzionaria e reazione fascista.

Dopo la crisi nata dallo scandalo di “tangentopoli” e dall’arresto di Mario Chiesa che coinvolge i vertici del psi, G. matura la scelta, sofferta e lacerante,  di abbandonare il partito come si può leggere nella lunga lettera inviata al segretario della sezione “B. Buozzi e al segretario cittadino del psi nella quale si rivendica in antagonismo al “protagonismo esasperato” e al “cesarismo” espresso dalla dirigenza craxiana quella “cultura riformista” che affondava le radici in una “diversità etica” che ha contrassegnato una forza come quella del psi che si è sempre battuta per una “società più giusta” e libera dai vincoli delle logiche di un potere che è finito per rappresentare solo se stesso (si veda la lettera ora supra).

1993

È impegnato nel dibattito politico prima in “Alleanza democratica” poi in “Rinascita socialista”.

Nel marzo interviene con una lettera pubblicata da «Il Tirreno» il 7 marzo contro l’iniziativa promossa dal Centro di cultura “W. Tobagi” presso la sala delle Baleari del palazzo municipale (25 marzo) per la presentazione della rivista «Ragionamenti di storia». Al dibattito presieduto dal sindaco di Pisa S. Cortopassi e dal direttore della rivista G. Averardi partecipa il pubblicista “revisionista” M. Bernardi Guardi.

Cura il saggio introduttivo dal titolo La Camera del lavoro di Spezia nel contesto del movimento sindacale italiano 1901-1909: linee interpretative in margine ad una ricerca, per il volume di S. Alcara, La Camera del lavoro della Spezia dal 1901 al 1909, pp. 9-46.

Partecipa al dibattito che coinvolge liberi ricercatori e docenti di diverse università italiane che sfocia nel progetto della «Rivista storica dell’anarchismo», entrando a far parte del comitato scientifico insieme a M. Antonioli, G. Berti, F. Bertolucci, B. Bongiovanni, A. Dadà, F. Della Peruta, A. Donno, M. Lolli Larizza, P.C. Masini, S. Merli, E. Santarelli, F. Tarozzi e C. Venza.

15 novembre è presente all’incontro organizzato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pisa in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Biblioteca Franco Serantini, con una relazione su Il movimento operaio e libertario a Pisa e provincia. Bilancio storiografico e problemi storici.

Tiene il corso istituzionale di storia contemporanea per l’anno accademico 1993-94.

1994

Nelle elezioni politiche del 27-28 marzo è candidato per la lista “Rinascita socialista” nel collegio di Carrara e Lunigiana.

20-21 maggio partecipa a Carrara presso il Teatro degli Animosi al convegno di studi, organizzato dalla «Rivista storica dell’anarchismo», dal titolo Il ’94: rivolte e solidarietà popolari nella crisi di fine secolo. G. interviene all’appuntamento con una relazione dal titolo Il movimento operaio apuano. Un bilancio storiografico. Partecipano all’incontro M. Antonioli, G. Berti, F. Bertolucci, R. Cappuccio, A. Ciampi, P.C. Masini, N. Musarra, I. Rossi, G. Sacchetti, A. Sestani, G. Vatteroni, C. Venza, M. Zane.

Pubblica sulla «Rivista storica dell’anarchismo» (n. 2, lug.-dic. 1994, pp. 7-44) il saggio Incombenze e tribolazioni accorse ad un propagandista libertario in un anno di grazia di fine 800.

Svolge il corso istituzionale di Storia dell’Italia post-unitaria per l’anno accademico 1994-95.

1995

Sul numero di aprile del mensile «L’ecoApuano» esce l’articolo di G., Reinverare il mito di fondazione (Storia d’Italia e Resistenza), pp. 12-13.

Il 24 giugno è relatore alla presentazione del volume di B. Gemignani Pellegrino Rossi, 1747-1848. Fatti e documenti di una grande vita (organizzata dalla Società Dante Alighieri, Comitato di Carrara). Sono presenti oltre all’autore, P. Boni, P.M. Fontana, A. Conti, E. Fazzi Contigli.

Esce nel volume collettaneo Ricerche di storia moderna iv in onore di Mario Mirri, a cura di G. Biagioli (Pisa, Pacini, 1995, pp. 435-458) “Ecco ora la nostra bandiera!” (barricata della Chanvrerie, giugno 1832). Considerazioni preliminari ad una ricerca sui vessilli operai.

7 ottobre partecipa a Rosignano Marittimo alla presentazione del volume di Maurizio Antonioli, Pietro Gori il cavaliere errante dell’anarchia (Pisa, bfs edizioni).

1996

Pubblica sulla «Rivista storica dell’anarchismo» (n. 2, lug.-dic. 1996, pp. 15-67) L’infanzia dell’Eroe: Viani e il territorio apuo-versiliese tra la fine dell’800 e la Grande guerra. Si tratta della rielaborazione del suo intervento al convegno in occasione del centenario della nascita di Lorenzo Viani tenutosi a Viareggio nel dicembre 1981.

Cura una nuova pubblicazione dedicata alla Camera del lavoro di Carrara dal titolo Sindacato e lotte operaie nel territorio Apuano (1901-1996) (Pisa, ed. Sophia, 1996). I suoi contributi nel volume sono: La Camera del lavoro dalla sua nascita alla Grande Guerra (pp. 9-43); La difficile stagione sindacale. La CdL dal 1948 ai primi anni ’50 (pp. 53-56); Dall’autunno caldo al lungo, freddo inverno (pp. 75-77).

Scrive la prefazione (Il gomitolo di Arianna ed il labirinto sconvolto, pp. xi-xlii) al volume di R.M. Galleni Pellegrini, Il marmo, l’uomo, la memoria, pubblicato a Carrara, dall’EcoApuano, 1996.

4 maggio, partecipa a Piombino (li) con una relazione dal titolo Al crocevia tra tecnica insurrezionale, simbolo, mito e archetipo: la barricata alla giornata di studi Pietro Gori e i profeti del liberato mondo organizzata dai comuni di Piombino, Portoferraio e Rosignano Marittimo in collaborazione con la Biblioteca Franco Serantini. Intervengono M. Antonioli, G. Benedettini, A. Canestrelli, G. Contini, M. Lungonelli, S. Rossi, I. Tognarini.

27-29 giugno 1996 Partecipa al convegno Liberetà spi cgil, Marina di Carrara 1° maggio.

Cura la prefazione al volume di M. Michelucci, I probiviri per le industrie delle cave di marmo (Regio Decreto 8 Agosto 1903): le liste elettorali degli industriali e degli operai del comune di Massa nel 1909, Massa, Ceccotti, 1996, pp. i-xviii.

Cura la prefazione del libro di M. Della Pina, La famiglia Del Medico: cavatori e mercanti a Carrara nell’età moderna,Carrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara-Aldus, 1996, pp. 9-19.

1997

17 gennaio è relatore a Carrara alla commemorazione di Sandro Pertini tenuta nella seduta straordinaria del Consiglio comunale.

16 maggio è presente all’incontro dibattito Biblioteche come memoria collettiva: l’esperienza della “Franco Serantini” organizzato dalla Circoscrizione n. 5 di Pisa e dalla Biblioteca F. Serantini. Partecipano alla serata: L. Della Mea, G. Gimmelli, A. Moretti, L. Sergiampietri, M. Stampacchia.

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1997-98 su Miti del Quarto stato.

1998

Cura l’introduzione dal titolo Le “mappe della storia”: la Camera del lavoro di Prato dalla sua fondazione all’avvento del fascismo (1897-1922). Appunti in margine ad una ricerca (pp. iii-xxxvii), al libro di A. Affortunati e G. Gregori, Il movimento operaio nell’area pratese dalle origini all’avvento del fascismo, Prato, Camera del Lavoro, 1998 (I quaderni di Azione Sindacale, 7).

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 1998-99 su Alle radici dell’Utopia: le origini del movimento socialista italiano.

1999

27 novembre partecipa con una relazione dal titolo Galileo versus la Madonna di Sotto gli Organi. Insorgenze anticlericali e immaginario collettivo a Pisa tra 800 e 900 alla giornata di studi organizzata dalla Biblioteca Franco Serantini presso la Domus Mazziniana dedicata a Galilei e Bruno nell’immaginario dei movimenti popolari fra Otto e Novecento. Intervengono A. Prosperi, M. Turchetto, F. Tognoni, C. D’Angeli, F. Mastropasqua, M. Antonioli, A. Volpi, F. Bertolucci e G. Sacchetti.

Tiene il corso monografico per l’anno accademico 1999-2000 su Movimento operaio e contadino: memoria, cultura e tradizione.

2000

30 giugno, partecipa in qualità di relatore al convegno nazionale L’artigianato nell’alimentazione per la tutela e la valorizzazione in Europa della qualità, della tradizione e della storia del prodotto italiano organizzato dalla fiaaai/cna Associazione Agroalimentare. All’appuntamento partecipano anche, G. Barattini, R. Bavastro, N. Cirimele, R. Conti, D. Piccione, G. Sacconi, V. Vannucci, I. Verga, S. Moscardi.

Settembre è tra i relatori con F. Bertolucci e A. Marianelli al dibattito sulla storia e le tradizioni del movimento operaio pisano organizzato nell’ambito della festa di “Liberazione” a Riglione (pi).

26 novembre partecipa in qualità di relatore insieme a F. Bertolucci alla conferenza organizzata dal comune di Vecchiano e dalla Biblioteca Franco Serantini dal titolo: Francesco “Cecco” Bertelli (1836-1919). Vita di un poeta, garibaldino e internazionalista sulle rive del Serchio.

Svolge il corso monografico per l’anno accademico 2000-01 su Il confronto infinito: liberalismo e movimento operaio.

2001

Partecipa al progetto del Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani coordinato da M. Antonioli (Univ. di Milano), G. Berti (Univ. di Trieste), S. Fedele (Univ. di Messina), P. Iuso (Univ. di Teramo), impegnandosi a coordinare il lavoro di ricerca per l’area apuo-lunense.

26 gennaio a Massa presso le Stanze del Teatro Guglielmi partecipa alla presentazione del volume Lettere a Gemma, una raccolta di 52 lettere del poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi a Gemma Catalani, curato da R. Carozzi per Memoranda edizioni. Sono presenti oltre a G. e al curatore del volume, M. Bertozzi, U. Roffo e C. Volontè.

Il 3 febbraio partecipa, e presiede nella seduta pomeridiana, alla giornata di studi su Carlo Rosselli, Camillo Berneri e la guerra di Spagna e l’anarchismo iberico organizzata dalla Biblioteca Franco Serantini in collaborazione con il Comitato nazionale delle celebrazioni del Centenario della nascita di Carlo e Nello Rosselli e il patrocinio del Comune e della Provincia di Pisa. Sono presenti in qualità di relatori M. Antonioli, G. Carrozza, G. Contu, L. Di Lembo, S. Fedele, G. Galzerano, A. Paz.

Scrive la Premessa al catalogo dei periodici e dei numeri unici editi tra il 1846 e il 1961 dell’Emeroteca della Biblioteca Franco Serantini, Pisa, bfs edizioni, 2001 (Collana “Strumenti per la ricerca storica”, 1).

27 aprile è presente a Carrara al dibattito, svoltosi presso la sala di San Giacomo, sulla presentazione del Progetto di costituzione dell’archivio di documentazione sulla storia dell’anarchia e del movimento operaio a Carrara organizzato dal Comune di Carrara, l’Associazione archivio Ger-minal e dalle cooperative dei cavatori Gioia, Lorano e Canalgrande. Sono presenti F. Bertolucci, L. Di Lembo, G. Sacchetti, L. Segnanini e M. Ulivi.

18 dicembre, partecipa alla conferenza pubblica Antonio Bernieri e le biennali di Carrara. Ricordi e riflessioni a dieci anni dalla morte. All’iniziativa promossa dalla Federazione provinciale dei Democratici di sinistra di Massa e Carrara sono presenti oltre a G., E. Dolci, G. Conti e G. Nardi.

2002

Ai primi del nuovo anno esce dopo una lunga gestazione di studio e ricerche l’ultima opera di G. Le ceneri di Pisa. Storia della cremazione. L’associazionismo laico nelle lotte per l’igiene e la sanità (1882-1939), Pisa, Nistri-Lischi, 2002.

2 marzo, partecipa al convegno organizzato dalla Società per la Cremazione di Livorno nel centenario della sua costituzione, La Cremazione. Una scelta sospesa tra scienza e ideologia con una relazione dal titolo: Fidare le spoglie al dono di Prometeo: Cremazione e collettività pisana tra ottocento e novecento. All’incontro sono presenti F. Bertolucci (La diffusione del mito di Francisco Ferrer nella Toscana prefascista 1909-1922), Don C. Leoni (Vita materiale e vita spirituale), C. Sonetti (La cremazione a Livorno 1885-1945) e F. Tarozzi (Alle origini di un progetto: il dibattito politico-culturale e le sue prime realizzazioni), coordinati da P. Castignoli.

19 marzo, a Carrara è presente alle iniziative promosse dalla Camera del Lavoro cgil di Carrara in occasione del centenario. Oltre che curare che partecipare all’allestimento della mostra fotografica e documentaria, collabora al volume collettaneo Novecento. Storia fotografica dei lavoratori apuani. Dalla nascita della Camera del lavoro ai giorni nostri: un secolo di lotte sindacali, sociali e civili per il lavoro e la pace, a cura di D. Canali, Carrara, Aldus, 2002. Alla presentazione delle celebrazioni al cinema Garibaldi partecipano con P. Marini, S. Cofferati e N. Bagnoni.

2 aprile, muore improvvisamente all’ospedale Santa Chiara di Pisa dove è stato ricoverato per un attacco cardiaco.

Franco Bertolucci (queste note bio-biobliografiche sono state stese con il contributo fondamentale di Nada Poggianti Gestri e Alessandro Marianelli)

Da: Lorenzo Gestri, Storie di socialisti. Idee e passioni di ieri e di oggi, Pisa, BFS, 2003.

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