Bertolini Ottorino

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(Udine, 10 novembre 1892 – Roma, 27 luglio 1977), docente di Storia medioevale.

Ottorino Bertolini

Biografia: 

Dopo una dolorosa malattia a cui ha opposto a lungo la robustezza del suo fisico e la serenità del suo spirito, è morto a Roma il 27 luglio dello scorso anno 1977, il professor Ottorino Bertolini. Egli è stato professore ordinario di Storia medioevale nella Facoltà di lettere dell’Università di Pisa dall’anno accademico 1948-49 al 1962-63 ed è stato presidente della Società storica pisana dal 1950 al 1964, poi presidente della Società romana di storia patria. Fin quando le forze fisiche glielo permisero, fino a pochi anni fa, ben oltre i limiti della pensione, egli ha continuato a venire a Pisa, nell’Istituto di storia che egli aveva fondato e diretto dal 1951, per tenere quei suoi seminari così densi di spirito critico, così vivi d’intuizioni immediate e così aperti alla discussione, che non potranno mai essere dimenticati da coloro, colleghi e allievi, che ebbero la fortuna di parteciparvi.

Formato alla scuola di Pietro Fedele nella Facoltà di lettere dell’Università di Torino, il Bertolini partecipò valorosamente, e con impegno civile e cristiano nei riguardi dei suoi fanti, alla prima guerra mondiale; sostenne fieramente una dura prigionia nel campo di Celle (presso Hannover) e venne congedato con il grado di capitano di fanteria, e fu promosso poi a maggiore. Fu una esperienza umana e anche tecnica (di arte militare e di topografia) che gli avrebbero giovato nella attività di storico.

Insegnò discipline letterarie, e in particolare storia e geografia, nelle scuole secondarie, specialmente negli istituti tecnici. Pervenne infine a Roma, come alunno della Scuola storica nazionale annessa all’Istituto storico italiano per il Medioevo, dove ritrovò come maestro il Fedele, frequentò la fiorente Società romana di storia patria e fu assiduo all’Archivio e specialmente alla Biblioteca del Vaticano. In questa sede acquistò familiarità con don Giovanni Battista Borino che lo aveva preceduto di qualche anno nell’alunnato alla scuola universitaria torinese. L’incontro con il dotto, arguto salesiano influì moltissimo sull’arricchimento della formazione scientifica e morale del Bertolini, che aveva messo su famiglia e si avviava alla maturità.

Bertolini fu in quegli anni inoltre solerte segretario del Comitato italiano per le scienze storiche e come tale contribuì efficacemente a organizzare la partecipazione italiana ai quinquennali grandi congressi del Comité international des sciences historiques a Oslo (1928), a Varsavia (1933), a Zurigo (1938), facendo una esperienza preziosa. Fra le due guerre sostituì per incarico, in numerosi anni, il Fedele, impegnato da uffici politici, nella cattedra di Storia medioevale della Facoltà di lettere nell’Università di Roma sicché in quel periodo l’effettivo maestro della medioevalistica nell’ateneo romano fu lui, come dimostrano i suoi numerosi allievi di allora.

Infine, vinto brillantemente nel 1948, insieme con Ernesto Sestan e Gabriele Pepe, il concorso per la cattedra di Storia medioevale, il Bertolini fu chiamato nel febbraio dell’anno seguente all’Università di Pisa. Nel 1952 fu tra i fondatori del Centro di studi per l’Alto Medioevo, ne fu consigliere attivissimo e collaboratore efficiente.

Formatosi alla più rigorosa scuola filologica ed erudita qual era quella torinese di Pietro Fedele e di Gaetano De Sanctis, e poi al contatto quasi quotidiano con Giovan Battista Borino e con i coetanei e più giovani che frequentavano l’Istituto storico italiano per il Medioevo, Ottorino Bertolini rimase sempre fedele al metodo in cui si era addestrato, e lo approfondì e arricchì con il suo personale acutissimo spirito critico e con l’acquisizione delle più raffinate tecniche esegetiche.

Indirizzato dal Fedele verso lo studio della storia dell’Italia meridionale (in ispecie di Montecassino) nell’Alto Medioevo, e presosi il compito dell’edizione del Chronicon sanctae Sophiae di Benevento (che egli portò avanti fino agli ultimi tempi della sua attività), il Bertolini si orientò ben presto verso la storia romana e del papato nei secoli VI-IX, considerata in un ampio orizzonte che da una parte comprendeva l’impero bizantino come crede dell’antica Roma e dall’altra il regno che in Italia avevano costituito i Longobardi. Quando infatti, nel 1941, nella Storia di Roma curata dall’Istituto di Studi romani, apparve il grosso volume (il IX) dedicato dal Bertolini a Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi, già una quarantina di saggi preparatori erano stati dedicati dal giovane studioso ad aspetti particolari di tale tema. Negli anni immediatamente successivi il Bertolini pubblicò un’altra lunga serie di saggi dedicati a documentare, a illustrare, a discutere criticamente e ad ampliare temi particolari del suo gran volume, che era apparso con una lunga bibliografia critica ma privo di note per motivi editoriali. Fra questi saggi si segnala in modo particolare quello amplissimo Per la storia delle Diaconie romane nell’Alto Medioevo sino alla fine del secolo VIII (1948).

Indotto dagli studi su Roma e il papato nell’Altissimo Medioevo, dalla consuetudine di rapporti personali e scientifici con l’amico Giampiero Bognetti, dall’esperienza del Centro di studi sull’Alto Medioevo, Bertolini divenne storico dei Longobardi, dei popoli germanici in genere e delle invasioni longobarde. Questo interesse si concretò in numerose relazioni tenute nelle settimane di studio spoletine e si concluse con il bel volume Roma e i Longobardi (1972), ma trovò la manifestazione più ampia nel contributo al volume III/1 (1965) della Storia universale Vallardi, diretta da Ernesto Pontieri.

Negli ultimi anni Ottorino Bertolini veniva sempre più rivolgendo l’interesse verso l’età carolingia e si poneva sempre più nettamente problemi di storia dell’ideologia papale e imperiale. I suoi alunni, i collaboratori e i colleghi più giovani ricordano le splendide lezioni e le animate discussioni dei suoi seminari sui Capitolari carolingi e sui testi conciliari del secolo IX.

Fra gli ultimi contributi scientifici dei Bertolini emergono due relazioni presentate al Centro di studi sull’Alto Medioevo, a Spoleto: Ordinamenti militari e strutture sociali dei Longobardi in Italia (1967) e Le origini del potere temporale e del dominio temporale dei papi (1972).

Ma altra volta, con la opportuna meditazione e con il necessario approfondimento documentario, sarà fatto il bilancio dell’immenso contributo di ricerca scientifica che devono al professar Bertolini gli studi storici in campo internazionale, nazionale e locale, e sarà messo in luce quanto di insegnamenti, di esempio umano, di conforto morale gli devono gli studiosi, i collaboratori, gli studenti che lo hanno frequentato. L’apporto del nostro maestro agli studi storici sull’Alto Medioevo barbarico, bizantino, romano, ecclesiastico, carolingio è ormai parte ampia, preziosa e feconda della scienza e della cultura di tutti i popoli civili.

In questo momento di acuto rammarico, importa esprimere i sentimenti del Rettore, dei colleghi dell’Università di Pisa e degli altri suoi collaboratori, i quali intendono offrire la loro solidarietà spirituale ai componenti della bella famiglia che Ottorino Bertolini aveva saputo crearsi e desiderano ricordare – di lui – la valorosa partecipazione alla prima guerra mondiale, il sempre generoso amor di Patria, il saldo senso dello Stato, l’attaccamento ad ogni dovere, la scrupolosità negli obblighi fiscali, l’impegno costante e felice nella ricerca scientifica e nell’insegnamento, la incrollabile e schiva fede cristiana, la calda e semplice umanità, il comportamento e il tratto di vero signore.

 

Cinzio Violante

 

Da: Annuario dell’Università degli Studi di Pisa per l’anno accademico 1976-77

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