Aducco Vittorio

Stampa questa pagina

(Pavia, 4 aprile 1860 - Pisa, 9 dicembre 1937), docente di Fisiologia.

Biografia: 

Il 9 dicembre 1937 si è spento in Pisa dopo breve malattia il Prof. Vittorio Aducco, emerito in questa R. Università, nella quale profuse per oltre quaranta anni il frutto del Suo grande sapere, della Sua larga esperienza e della Sua innata bontà.

Il cordoglio in quanti ebbero la ventura di sconoscerlo fu veramente sentito, l'Università Pisana perse uno dei suoi Maestri più illustri, la Fisiologia uno dei suoi cultori più appassionati.

Durante tutta la Sua lunga vita, trascorsa quasi interamente in Pisa, di cui si considerava figlio adottivo, non venne mai meno in Vittorio Aducco l'amore e l'attaccamento per la disciplina prescelta quando era ancora studente. E ciò lo ha dimostrato in tutti i modi.

Forse pochi Maestri hanno curato quanto Lui l'insegnamento dalla Cattedra e nel Laboratorio. Le Sue lezioni rimarranno, un esempio di chiarezza e di sincerità, di ordine e di larga documentazione sperimentale. Gli studenti trovarono sempre in Lui una guida accorta e paterna, seppure giustamente severa, poiché Egli voleva che i giovani considerassero la fisiologia come uno dei pilastri della medicina sperimentale. E per i giovani stessi tradusse e aggiornò una delle opere straniere più note e apprezzate di fisiologia.

Fino ai Suoi ultimi giorni curò con zelo la redazione di quelli “Archives Italiennes de Biologie” che lasciatigli in eredità spirituale dal suo grande Maestro, Angelo Mosso, diffusero per tanti anni, al di là dei confini della patria, l'opera degli sperimentatori italiani.

Ma dove maggiormente rifulsero le doti di Vittorio Aducco, quale tenace organizzatore degli studi suoi prediletti, fu nella costruzione di uno fra i primi grandi Istituti di Fisiologia in Italia. Attraverso difficoltà di ogni genere e l'incomprensione di molti, Egli riuscì a fare sorgere in Pisa, che ne era completamente sprovvista, un Laboratorio di Fisiologia, che è tuttora uno dei migliori e più attrezzati nel nostro paese. E cogli intimi si compiaceva di questa Sua opera realizzata in momenti non favorevoli all'incremento della scienza, e che, specialmente all'epoca in cui venne compiuta, contribuiva a dare lustro e decoro agli studi di medicina in Pisa.

Vittorio Aducco nacque in Pavia il 4 Aprile 1860. Dopo avere compiuti gli studi classici presso il R. Liceo Cesare Balbo di Casale Monferrato, vinse il premio del R. Collegio Carlo Alberto e si recò a Torino per frequentare in quella Università il corso di Medicina.

La fama di Angelo Mosso lo attrasse ancora studente presso il Laboratorio di Fisiologia, ove Egli venne subito apprezzato dal Maestro e nominato assistente.

Condizioni di famiglia avrebbero voluto che conseguita con pieni voti assoluti e lode la laurea in medicina e chirurgia, il 15 Luglio 1884, Egli si dedicasse all'esercizio della professione; ma il fascino esercitato dall'insigne maestro torinese fu tale da indurre Vittorio Aducco a dedicarsi interamente alla carriera scientifica e a rimanere per oltre sette anni nell'Istituto del Mosso.

Nel 1887 conseguì la libera docenza in fisiologia sperimentale e nel 1891 in seguito a concorso fu nominato professore straordinario a Siena, ove rimase quattro anni. Nel 1894 venne promosso ordinario e alla fine di quello stesso anno fu chiamato dalla facoltà medica di Pisa ad occupare la Cattedra di Fisiologia in quell'Ateneo. Ivi raggiunse la suprema dignità di Rettore Magnifico negli anni 1926-27. E fu il primo Rettore fascista di questa gloriosa Università. Nel 1936, in considerazione delle Sue grandi benemerenze, venne nominato Emerito.

Le Accademie di Torino, di Siena, di Bologna, di Firenze, lo ebbero Socio stimato e autorevole; fu membro della Società Toscana di Scienze naturali e Socio perpetuo della Dante Alighieri. Nel 1910 venne chiamato a fare parte dell'Accademia dei Lincei, prima come Socio corrispondente, poi, nel 1926, come Socio nazionale.

Nel 1922 gli fu conferita la tessera fascista ad honorem.

Alla Sua scuola si formarono numerosi allievi, alcuni dei quali sono oggi vanto delle nostre Università.

Si può dire che non vi sia stato campo della Fisiologia nel quale l'ingegno versatile e pronto dell'Aducco non abbia lasciato orme originali.

Iniziò le sue ricerche scientifiche sulla fisiologia dei tessuti contrattili e particolarmente sulla natura del tetano fisiologico nei muscoli bianchi e rossi dei vertebrati, e derivò dalla scuola del Mosso quella passione per gli studi sulla fatica che lo condusse fino dai primi tempi della sua vita di studioso a raccogliere gli ergogrammi di se stesso. Dopo oltre trenta anni pubblicò il risultato delle sue pazienti indagini, che si dimostrarono oltremodo interessanti per rivelare il decremento che subisce col progredire dell'età l'energia di contrazione del muscolo.

Nei primi anni della Sua carriera scientifica l'Aducco coltivò anche la Chimica-biologica, pubblicando alcuni lavori su un pigmento rosso di Eustrongylus e sulla presenza di una base tossica nell'urina normale.

In collaborazione con altri allievi del Mosso compì interessanti ricerche sulla fisiologia del gusto, anche in relazione a problemi di farmacologia e di terapeutica. Venne così stabilita per la prima volta l'utilità che avrebbe potuto avere l'impiego della saccarina, oltre che nel diabete, in molteplici altre condizioni morbose.

Notevoli contributi furono quelli portati da un complesso di ricerche sulla fisiologia della respirazione, con cui giunse a dimostrare la partecipazione di fattori attivi nel determinismo della espirazione calma, e quelli sulla funzione cardio-inibitrice del vago nel cuore di Emys europaea. .Altre indagini l'A. compì sulla funzione del nervo depressore e sui riflessi che questo nervo governa nel cuore.

Osservazioni importanti furono pure quelle compiute sulla fisiologia del digiuno in accordo alla dottrina del Luciani, e quelle nel campo della fisiologia del sistema nervoso centrale e particolarmente sulla eccitabilità della sostanza grigia della zona motrice sotto l'azione della cocaina.

Veramente classici devono essere considerati oggi i suoi lavori sui centri respiratori bulbari, eseguiti cocainizzando la superficie del quarto ventricolo. Analizzando il succedersi dei fenomeni paralitici, Egli precorse le ricerche del Lumsden, distinguendo l'attività di céntri inspiratori da quella di centri espiratori e concluse che i centri respiratori, situati nella formazione reticolare, funzionano in condizioni normali in perfetta coordinazione fra loro.

Altri studi furono quelli compiuti sulla vaso-costrizione da eccitamenti midollari sull'azione della cocaina sui centri vaso-dilatatori, sull'azione del simpatico cervicale, sulla direzione dell'asse del globo oculare e infine precursori di tutti gli studi in campo anafilattico devono essere rammentati i suoi esperimenti sull'aumentata tossicità della cocaina quando se ne ripeta la somministrazione a breve intervallo di tempo dopo una prima iniezione.

Fu padrone della tecnica fisiologica nel più ampio senso della parola e vari apparecchi da Lui ideati sono ancora oggi largamente diffusi e adottati nei nostri laboratori.

 

I. SPADOLINI

 

Da: Annuario della R. Università di Pisa per l’a.a. 1937-1938

Hai bisogno di aiuto? Chiedi in biblioteca