Giannessi Egidio

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(Pisa, 28 luglio 1908 – 13 luglio 1982), docente di Ragioneria generale e applicata.

Giannessi Egidio - 280
Egidio Giannessi
Egidio Giannessi
Presentazione delle nuove macchine di calcolo nell’Istituto di ricerche aziendali in Sapienza
Con studenti AIESEC in Sapienza
Egidio Giannessi con neolaureati in Sapienza

Biografia: 

Il 13 luglio 1982, qualche giorno dopo aver chiesto il collocamento a riposo, Egidio Giannessi è al suo tavolo di lavoro in Istituto, come sempre. A un tratto reclina la testa. Poco dopo termina la sua esistenza terrena.

Non pare vero, ma sul piano umano è già momento di ricordi, pur nella continuità dell’esistenza al di là di questo passaggio.

Egidio Giannessi è nato a Pisa il 28 luglio 1908. Nel 1932 si è laureato presso l’Istituto superiore di scienze economiche e commerciali di Firenze, con punti 110/110 e lode. Ha conseguito la libera docenza in Computisteria, ragioneria generale e applicata nell’anno 1936.

Ha svolto la sua attività nella Facoltà di economia e commercio dell’Università degli studi di Pisa da quando tale facoltà vi fu istituita: l’anno accademico 1955-’56. D’allora ha ricoperto la cattedra di Ragioneria generale e applicata, prima come professore incaricato, poi, in seguito a trasferimento dall’Università di Parma, come straordinario e infine ordinario. È stato inoltre incaricato di Tecnica industriale e commerciale. Nel maggio 1978 ha svolto la lezione conclusiva dei corsi da lui tenuti scegliendo come tema: «La conoscenza».

La vita della Facoltà di economia e commercio di Pisa, in particolare per quanto riguarda gli studi economico-aziendali, ma anche in senso ben più generale, è legata fin dall’inizio al prof. Giannessi il quale ne è stato per anni il decano, alla sua capacità scientifica, alla stima di cui gode, sia nella sede universitaria, sia in Italia e all’estero, all’impulso da lui dato alla ricerca e all’insegnamento.

Egli è subito interessato, come già aveva fatto nell’Università di Parma, alla creazione di un «Istituto di ricerche aziendali», ufficialmente fondato nell’anno accademico 1957-’58, solo due anni dopo la costituzione della facoltà. Tale istituto, sotto la sua capace direzione, non solo ha sempre curato il complesso degli studi economico-aziendali effettuati nella facoltà, ma si è sviluppato fino a divenire un centro di ricerca di primo piano in cui si sono formati e stanno maturando molti docenti e presso il quale ricercatori e studenti trovano aiuto, abbondanza di materiale qualificato ed organizzazione efficiente.

Parlare compiutamente del prof. Giannessi e dell’Istituto che ne è la creatura, occuperebbe molto spazio. Siano consentite almeno alcune note sulla figura dello studioso.

Egidio Giannessi è allievo di Alberto Ceccherelli di cui fu assistente nell’Università di Firenze. Ha potuto studiare anche vicino a Gino Zappa il quale già nel 1933 (Relazione della Commissione giudicatrice del concorso alla cattedra di Tecnica commerciale e ragioneria industriale nel R. Istituto commerciale di Biella, Presidente: Gino Zappa; membro: Gaetano Corsani; relatore: Giuseppe Pella) si era espresso nei suoi riguardi in questi termini: «... ha rivelato profonda preparazione e autonomia di giudizio non comuni in giovani candidati. La Commissione è lieta di segnalare questo giovane come una buona promessa per gli studi scientifici». Così validi aiuti e l’ampia, accurata documentazione su testi italiani e stranieri, particolarmente tedeschi, gli hanno permesso, nei primi anni, di sviluppare nel modo migliore le notevoli attitudini alla ricerca scientifica alla quale avrebbe continuato a dedicarsi in seguito con costanza, grande passione e considerevoli risultati.

Il Giannessi ha ricevuto, nel 1966, l’«Ordine del Cherubino» da parte dell’Università di Pisa, nel 1972, la «Medaglia d’oro Benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte» dal Ministero della pubblica istruzione. Membro del «Verband der Hochschullehrer für Betriebswirtschaft e. V» di München, membro corrispondente per l’Italia della «Société de comptabilité de France» avente sede a Paris, membro dell’«International university contact for management education (I.U.C.)», membro della Commissione permanente di studio della «Union Européenne des experts comptables économiques et financiers» di Paris. Ha partecipato intensamente a congressi, in Italia (Pisa, Firenze, Venezia, Milano, Napoli, Stresa, Trieste, Roma, Sorrento, San Remo) e all’estero (Limburg an der Lahn, Wien, Innsbruck, Würzburg). Ha svolto inoltre attività professionale in aziende operanti in diversi settori, traendone sempre maggiori conoscenze e ulteriori spunti per la ricerca scientifica la quale rimane il suo costante centro di interesse.

Nelle pubblicazioni lo studioso unisce profondità e sistematicità d’indagine o chiarezza di forma ed eleganza di stile. Tra le sue opere ricordiamo: «I costi di produzione nelle imprese cotoniere» (Firenze, Seeber 1935); «Costi e prezzi-tipo nelle aziende industriali (Milano, Giuffrè 1943); «Attuali tendenze delle dottrine economico-tecniche italiane» (Pisa, Cursi 1954); «L’equazione del fabbisogno di finanziamento nelle aziende di produzione e le possibili vie della sua soluzione (Pisa, Cursi 1955; Milano, Giuffrè 1982); «Il piano finanziario nel sistema dei piani d’azienda» (Pisa, Libreria goliardica 1957); «Il Kreislauf tra costi e prezzi come elemento determinante delle condizioni di equilibrio del sistema d’azienda» (Pisa, Cursi 1958; Milano, Giuffrè 1982); «Le aziende di produzione originaria. Vol. I, Le aziende agricole» (Pisa, Cursi 1960); «Interpretazione del concetto di azienda pubblica» (Pisa, Cursi 1961); «I precursori» (Pisa, Cursi 1964; Milano, Giuffrè 1979); «Harrington Emerson» (Pisa, Cursi 1966); «Considerazioni critiche intorno al concetto di azienda» (Milano, Giuffrè 1969); «Frederich Winslow Taylor» (Pisa, Pellegrini 1970); «Cervelli umani ed elettronici nella vita aziendale» (Pisa, Cursi 1975); «Human and electronic brains in business life» (Milano, Giuffrè 1974); «Il problema delle rimanenze» (Pisa, Servizio editoriale dell’Opera universitaria 1981); «Possibilità e limiti della programmazione (Pisa, Servizio editoriale dell’Opera universitaria 1981); «Vita relazionale delle banche» (in corso di pubblicazione); «Critica del metodo storico» (in corso di pubblicazione).

Intensa è anche la collaborazione con riviste italiane e di altri paesi. Dal 1962 il docente pisano è membro del Comitato scientifico della Rivista italiana di ragioneria, l’attuale Rivista italiana di ragioneria e di economia aziendale. Ricordiamo alcuni scritti in lingua straniera apparsi in: «Der dsterreichische Betriebswirt», Wien («Entwicklung und Stand der Betriebswirtschaftslehre in Italien» 1953); «Zeitschrift für handelswissenschaftliche Forschung», Köln und Opladen («Die Finanzbedarfsgleichung im Produktionsbetrieb und die Möglichkeit ihrer Darstellung» 1954; «Der Kreislauf zwischen Kosten und Preisen als bestimmender Faktor der Gleichgewichtsbedingungen im System der Unternehmung» 1958); «Zeitschrift für Betriebswirtschaft», Weisbaden («Möglichkeiten und Grenzen des italienischen Steuersystems» 1967; «Kritische Betrachtungen zum Begriff Betrieb» 1972); «Revista paulista de contabilidade», Sáo Paulo («Cérebros humanos e eletrónicos na vida aziendal» 1973-’74, «Economicidade das aziendas de Crédito na Itália» 1976).

Tra gli elementi generali caratterizzanti la produzione scientifica del Giannessi si notano: l’attenta analisi degli aspetti storico-dottrinali, compiuta con profondità di cultura ed equilibrio, la concezione unitaria del fenomeno aziendale, al di là delle diverse funzioni che le singole unità svolgono; l’individuazione del triplice ordine che deve esistere nell’azienda: tra i fattori che nel loro complesso formano la combinazione produttiva (ordine combinatorio), tra le operazioni le quali non sono isolate ma unite al sistema (ordine sistematico), tra le forze interne ed esterne che devono adeguatamente comporsi (ordine di composizione); l’evidenziazione dell’importanza che assumono a livello decisionale l’indagine prospettiva, gli strumenti di questa e l’interpretazione degli elementi di giudizio aventi carattere probabilistico; l’indicazione del fine dell’azienda nel conseguimento di un equilibrio economico durevole, necessario perché essa possa conservare e produrre ricchezza nell’ambiente in cui opera. Da notare è anche la posizione che lo studioso assegna alla «ragioneria» nell’insieme degli studi economico-aziendali, come «dottrina avente lo scopo di convertire la dinamica aziendale in cifre e di riconvertire queste in andamenti aziendali». Viene cosi valorizzato il processo logico dell’interpretazione, sia dei fatti aziendali da esprimere in numeri, sia delle cifre di cui deve essere compreso il significato aziendale perché possano essere impiegate come elementi utili nella formulazione dei giudizi. Su questi argomenti e altri il Giannessi ha dato contributi di notevole importanza che arricchiscono gli studi italiani di economia aziendale e sono punti di riferimento e confronto per molti di coloro che si dedicano a questo tipo di ricerche. Egli ha svolto l’attività scientifica sempre con ammirevole dedizione e mente aperta ai nuovi problemi che si pongono nell’ambiente economico.

Grande entusiasmo e impegno il prof. Giannessi ha dimostrato anche, come abbiamo accennato, nella direzione dell’Istituto di ricerche aziendali che deve a lui la sua nascita e ogni successivo sviluppo. Mediante l’attività del direttore, dei collaboratori, del personale tutto, tale Istituto è collegato, oltre che con l’ambiente economico circostante, con altre università, italiane e straniere. Ha assunto una configurazione e un’importanza particolari nella realtà universitaria. Il Giannessi ha saputo fondare, dirigere, dare sviluppo e imprimere le direttive essenziali ad un centro di studi di notevole rilievo che resterà legato al suo nome, alla sua figura di studioso e di uomo.

Entrambi gli aspetti – lo studioso e l’uomo – vanno considerati nella loro unità. Essi, d’altronde, non possono essere separati. Solo si può dire, secondo un concetto e un modo di vivere a lui cari, che «una persona deve prima essere un uomo, poi un professore universitario».

Come uomo Egidio Giannessi ha sempre rivelato doti di equilibrio, arguzia, umiltà, bontà indimenticabili per coloro che lo hanno avvicinato.

Equilibrio e umiltà sono sue caratteristiche anche come studioso insieme con acutezza di mente, visione generale delle cose, capacità di sintesi, grande passione e accuratezza di ricerca.

Come uomo di università ha manifestato un’ammirevole, generoso impegno sia verso gli studenti sia nel complesso dei compiti ricollegabili alla sua posizione di direttore dell’Istituto di ricerche aziendali, decano della Facoltà di economia e commercio e, per alcuni anni, membro del Consiglio di amministrazione dell’Università degli studi di Pisa.

Amava distinguere tra coloro che «vivono della scuola e di essa si servono» e coloro che «vivono per la scuola e la servono»: indubbiamente egli è tra questi ultimi.

Come guida di giovani sulla via della ricerca scientifica, ha sempre avuto fiduciosa apertura verso di loro, ne ha seguito con cura la formazione e la carriera, aiutandoli nelle difficoltà, comunicando loro la passione per lo studio, dimostrando in tutto questo i tratti caratteristici del maestro capace, lungimirante e buono.

Ora la perdita è grande. Viene ricordato con stima, riconoscenza e affetto profondi.

L’eredità che tutti gli allievi e le persone a lui vicine e care ricevono è preziosa e non facile. La speranza è di esserne degni, poter continuare la via intrapresa, dare un contributo, fare qualcosa di buono.

 

Renzo Corticelli

 

Da: Annuario dell’Università degli Studi di Pisa per l’anno accademico 1981-1982

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